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Storia

I grandi artisti del Festival

Edizione

XXIV

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Il Festival Internazionale di Santo Stefano di Bologna nei suoi 24 anni di vita, oltre ad avere per primo portato alla luce i problemi legati alla salvaguardia di uno dei massimi monumenti cittadini e ad aver costituito una ribalta di assoluta qualità per centinaia di musicisti italiani e stranieri, ha sicuramente il grande merito - non sempre riconosciuto a dire il vero - di aver per primo invitato e valorizzato quando erano ancora degli sconosciuti molti dei grandi artisti che oggi popolano le maggiori stagioni di concerto e i grandi teatri: l'elenco sarebbe lungo, ma fa qui piacere citare alcuni degli artisti più noti, che proprio a Santo Stefano hanno fatto il loro debutto, in Italia o sotto le Due Torri. Il pensiero va subito al pianista Alexander Romanovsky, oggi uno dei virtuosi più affermati, vincitore nel 2002 del Concorso Busoni di Bolzano, che nel 1997, a soli 13 anni, si esibì per la prima volta in città proprio a Santo Stefano suonando Chopin e Schumann al fianco di Arnoldo Foà e Alda Merini, in una storica serata dedicata a Giacomo Leopardi. Oppure alla pianista ucraina Anna Kravtchenko, anche lei vincitrice del Concorso Busoni e ormai considerata una delle più grandi pianiste viventi, che a Santo Stefano si esibì appena 18enne nel 1995; al pianista olandese Wibi Sorejadi, interprete discografico per la Philips di indiscusso valore, che esordì in Italia proprio a Santo Stefano, o il pianista Maurizio Baglini, eccelso virtuoso lisztiano, ora presente in tutte le maggiori istituzioni musicali, che a Bologna si esibì per la prima volta al Festival di Santo Stefano in una memorabile esecuzione integrale degli Studi di Chopin. Ricordiamo anche gli esordi bolognesi della violinista Lorenza Borrani (considerata una delle più apprezzate violiniste italiane, per molti anni spalla dell'Orchestra Mozart di Claudio Abbado), della violinista Anna Tifu, che a Santo Stefano si esibì ad appena 14 anni e che oggi è entrata a pieno titolo nello star system del violino, quello di Alexander Sitkovetsky, anche lui debuttante sotto le Due Torri e fra i più grandi solisti del circuito internazionale, o al violinista russo Pavel Berman, oggi in piena carriera, ma a Bologna esordiente giovanissimo nel 1995 al Festival di Santo Stefano. Festival che ha tenuto a battesimo alcuni dei quartetti più celebri, come il Quartetto di Venezia, il Quartetto Fonè, il Quartetto Bernini, il Quartetto di Cremona e il Quartetto Savinio. Festival che per primo ha presentato a Bologna musicisti come Jacques Loussier, Aziza Mustafa Zadeh, Ludovico Einaudi, Giovanni Allevi, Cesare Picco. Ricordiamo infine l'esordio nel 1998 di uno sconosciuto Ramin Bahrami, ora considerato uno dei più grandi interpreti di Bach alla tastiera; quello di un altrettanto sconosciuto Daniil Trifonov nel 2009, oggi fra i pianisti più richiesti del momento, avendo nel frattempo egli vinto il Concorso Arthur Rubinstein di Tel Aviv e il Concorso Tchaikovsky di Mosca, infine l'esordio assoluto in Italia nella scorsa edizione a soli 17 anni del pianista canadese Jan Lisiecki, autentica star internazionale del pianoforte che incide in esclusiva per l'etichetta Deutsche Grammophon.
Alberto Spano
   
   

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